Tra il 1931 e il 1937 venne realizzato l’imponente rimaneggiamento e
rifacimento di via Roma, (situata tra le Piazze Castello e S.Carlo)
l’antica Via Nuova realizzata tra il Cinquecento e il Seicento quale
asse portante della città Barocca in formazione negli stessi anni.
Il progetto , che seguiva uno stile fascista nazionale, affondava le sue radici nei temi della romanità e classicità, facendosi scempio di tutto lo splendido equilibrio armonico e architettonico del Barocco presente, in cui venivano utilizzati materiali del tutto diversi.
Furono tagliate le colonne originali dove poggiavano gli archi e sostituite con marmo nero.
Nello stesso periodo, le ragioni del regime imposero la costruzione della torre littoria cittadina, ovvero il “grattacielo” , che si contrapponesse all’immagine barocca di piazza del Castello, segno inequivocabile all’interno della città stessa.
La torre suscitava in quel periodo un grande entusiasmo; essa diventava un nuovo simbolo della Torino moderna e fascista, in contrapposizione alla Mole Antonelliana, “specchio del modernismo del basso ottocento” .
Dopo questi brevi cenni storico-architettonici , sono qui a proporre umilmente di investire parte delle risorse per celebrare il 150° dell’unità nazionale nella maniera migliore impiegandole per riportare alle origini Sabaude i portici tra Piazza Castello e Piazza S. Carlo.
Il progetto , che seguiva uno stile fascista nazionale, affondava le sue radici nei temi della romanità e classicità, facendosi scempio di tutto lo splendido equilibrio armonico e architettonico del Barocco presente, in cui venivano utilizzati materiali del tutto diversi.
Furono tagliate le colonne originali dove poggiavano gli archi e sostituite con marmo nero.
Nello stesso periodo, le ragioni del regime imposero la costruzione della torre littoria cittadina, ovvero il “grattacielo” , che si contrapponesse all’immagine barocca di piazza del Castello, segno inequivocabile all’interno della città stessa.
La torre suscitava in quel periodo un grande entusiasmo; essa diventava un nuovo simbolo della Torino moderna e fascista, in contrapposizione alla Mole Antonelliana, “specchio del modernismo del basso ottocento” .
Dopo questi brevi cenni storico-architettonici , sono qui a proporre umilmente di investire parte delle risorse per celebrare il 150° dell’unità nazionale nella maniera migliore impiegandole per riportare alle origini Sabaude i portici tra Piazza Castello e Piazza S. Carlo.
Inutile far notare che i finanziamenti destinati per l’evento a livello Nazionale sono quasi di 3 miliardi e mezzo di euro...
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- Contributo critico di Antonio Zappia, critico d'arte.
Torino, città barocca per antonomasia, custodisce il più significativo richiamo dell’architettura del movimento curvilineo e l’arioso chiaroscuro di Michelangelo, così come nella scultura e nella pittura.
Arrivare in Piazza Castello, ieri come oggi, si rimane colpiti dall’ampio respiro del Seicento con l’architettura barocca di grande fascino.
Al visitatore più attento non può sfuggire una contrapposizione deleteria che si manifesta proprio a pochi passi dal Palazzo Madama, con quell’oscena struttura lì collocata, della Torre Littoria: contrapposizione e simbolo significativo del fascio-littorio degli anni ’30.
Inoltre si rimane colpiti della manomissione del tempo dell’arcato arioso dei portici che si snodano lungo la più bella via d’Europa: via Roma.
Infatti le due parti della strada – che iniziano dall’ampia Piazza San Carlo e conservano intatta l’originale costruzione – presentano la sostituzione del colonnato dell’armoniosa struttura, con colonne marmoree di stile impero e dai colori nero e grigio; un autentico sfregio a quella armonia di percorso racchiuso fra il Palazzo Reale e la stazione di Porta Nuova, un autentico gioiello dell’ottocentesco stile liberty, ispirato alla stilizzazione dei fiori.
Ma lo sfregio del colonnato imperiale, sotto la struttura barocca, è stato mantenuto da tutte le amministrazioni del dopoguerra, come se niente fosse avvenuto, anziché ripristinare la gioiosa struttura.
Come non bastasse è stato messo in atto, di recente, un intervento interno alla struttura liberty richiamata – a sua volta deturpata – con un “intervento di modernizzazione” inutile e altrettanto rovinoso.
Questo è frutto del decadentismo della politica di pessimo gusto che imperversa e distrugge anziché preservare e promuovere il bello e la grandiosità di questi gioielli architettonici che a noi (novelli barbari) ci sono stati consegnati.

"L'Italia si è desta, svegliate Roma!".
Era il 20 settembre del 1870
quando i bersaglieri - urlando questa frase - entrarono a Roma grazie a
una breccia di 30 metri, occupando la città che fu poi annessa al Regno
d'Italia.
Quel giorno decretò la fine dell'immenso Stato pontificio e del
potere temporale dei Papi.
Ricordare quel giorno, quel tempo, quei martiri sacrificatisi per la Libertà dalla schiavitù della clericocrazia significa capire la concezione moderna di Stato su una visione medioevale di Stato clericale.
Oggi a distanza di 137 anni i politici italiani hanno dimenticato la
lezione di Cavour ( la separazione fra Stato e chiesa, laicità ), hanno
dimenticato cosa significa uno Stato indipendente dalla Chiesa.....
Scritto da: Stefanoart | 09/20/2010 a 04:11 p.
C'è chi neppure conosce la ricorrenza di oggi 20 settembre…
Laicità e breccia di Porta Pia dimenticate, rimosse dalla
cultura e dai programmi...
Scritto da: Stefanoart | 09/20/2010 a 04:12 p.